Il De humanae vitae felicitate di Bartolomeo Facio tra modelli classici e fonti patristiche
Con il dialogo De humanae vitae felicitate, B. Facio s’inserisce in uno dei dibattiti umanistici più fortunati, quello sul vero bene dell’uomo, e fa ricorso a un genere, il dialogo, che proprio in epoca umanistica conosce una rinnovata vitalità. Tanto a livello formale quanto contenutistico il dialo...
Spremljeno u:
| Izdano u: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
|---|---|
| Glavni autor: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Jezik: | Italien |
| Izdano: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2016
|
| Teme: | |
| Online pristup: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sažetak: | Con il dialogo De humanae vitae felicitate, B. Facio s’inserisce in uno dei dibattiti umanistici più fortunati, quello sul vero bene dell’uomo, e fa ricorso a un genere, il dialogo, che proprio in epoca umanistica conosce una rinnovata vitalità. Tanto a livello formale quanto contenutistico il dialogo lascia emergere un frequente uso di fonti classiche e patristiche. Ricorrendo a moduli della retorica antica come la dossografia e appellandosi all’autorità di autori come Cicerone, Lattanzio e Agostino, l’umanista costruisce la propria argomentazione retorica e cerca di rafforzare la propria tesi sulla vera felicità umana ; dopo un’accorta confutazione delle diverse teorie filosofiche, è all’autorità del personaggio di Guarino che è affidato il compito di esporre l’opinione di Facio sul vero bene dell’uomo, che risulta connotata nettamente in senso teologico e cristiano. |
|---|