L’attribuzione dei padrini di battesimo secondo il genere e l’ordine di nascita: una gerarchia del privilegio (secoli xvi-xvii)

Questo articolo analizza le differenze nell’attribuzione di padrini e madrine di battesimo a differenti membri di una medesima fratria, prima e dopo il Concilio di Trento. Attraverso l’esame di dati relativi a 8 comunità dell’Italia settentrionale dotati di registri battesimali particolarmente antic...

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Dettagli Bibliografici
Pubblicato in:URI:https://journals.openedition.org/mefrim,
Autore principale: Alfani, Guido
Natura: Article ou chapitre numérique
Lingua:Italien
Pubblicazione: Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines 2014
Accesso online:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Descrizione
Riassunto:Questo articolo analizza le differenze nell’attribuzione di padrini e madrine di battesimo a differenti membri di una medesima fratria, prima e dopo il Concilio di Trento. Attraverso l’esame di dati relativi a 8 comunità dell’Italia settentrionale dotati di registri battesimali particolarmente antichi, si riscontra, per il periodo pre-tridentino, una netta discriminazione basata sull’ordine di nascita (ai primogeniti venivano attribuiti padrini e madrine più numerosi e di rango sociale più elevato rispetto agli altri nati) che si combinava con una, molto più contenuta, discriminazione di genere. Anche la condizione di illegittimità costituiva un chiaro fattore di svantaggio nell’attribuzione di padrini e madrine. Queste pratiche discriminatorie in larga parte scomparvero dopo il Concilio di Trento, a causa della riforma del padrinato che impose un massimo di un padrino e una madrina per battesimo.