¿Es deseable hablar como una nativa o un nativo?
La sociolinguistica tratta l’accento come un marcatore sociale; come la lingua materna, esso è un segno udibile delle caratteristiche socioculturali dei locutori. Parlare senza accento è un mito (ma un mito duro a morire) che pone un problema quando nella didattica occorre definire l’accento della l...
Gorde:
| Argitaratua izan da: | URI:https://journals.openedition.org/esp, |
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| Egile nagusia: | |
| Formatua: | Article ou chapitre numérique |
| Hizkuntza: | Espagnol |
| Argitaratua: |
Éducation et sociétés plurilingues
2026
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| Gaiak: | |
| Sarrera elektronikoa: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Gaia: | La sociolinguistica tratta l’accento come un marcatore sociale; come la lingua materna, esso è un segno udibile delle caratteristiche socioculturali dei locutori. Parlare senza accento è un mito (ma un mito duro a morire) che pone un problema quando nella didattica occorre definire l’accento della lingua standard o l’accento della lingua di riferimento per gli allievi. Ci faremo due domande. La prima è molto classica: come definire la pronuncia ideale? In modo assoluto oppure in funzione di ogni gruppo e di ogni allievo? Come valutarlo in termini di competenza? La seconda è più attuale e si inscrive in una questione più globale: in che misura l’accento (o l’assenza dell’accento) ha effetti sulla costruzione dell’identità comunicativa dei locutori? |
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