Observations d’ateliers d’éveil aux langues
Siamo all’interno di un modello pedagogico noto in Francia sotto il nome di éveil aux langues. Ogni lezione si svolge al ritmo di rituali plurilingui (ivi compresa la lingua dei segni francese), che costituiscono un punto di riferimento stabile e comodo per l’apprendimento : salutarsi, chiamarsi, ri...
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| Dans: | URI:https://journals.openedition.org/esp, |
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| Auteurs principaux: | , |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Langue: | Français |
| Publié: |
Éducation et sociétés plurilingues
2024
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| Sujets: | |
| Accès en ligne: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Siamo all’interno di un modello pedagogico noto in Francia sotto il nome di éveil aux langues. Ogni lezione si svolge al ritmo di rituali plurilingui (ivi compresa la lingua dei segni francese), che costituiscono un punto di riferimento stabile e comodo per l’apprendimento : salutarsi, chiamarsi, ringraziare... Ogni bambino unisce alla sua lingua (o alle sue lingue) di famiglia quella degli altri e quella della scuola, come anche altre nozioni apprese all’interno di un quartiere misto o in serie televisive sottotitolate. L’animatrice corregge, fa ripetere, introduce lingue poco note ai bambini, sempre entusiasti: l’accumulo delle conoscenze sprigiona l’inventività (ci si dice “arrivederci” invece di “buongiorno”, “ehi, ciao”, invece di “buongiorno”). Al termine di due lezioni il gruppo possiede un notevole capitale di parole e un serbatoio di energia. |
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