Plutarque juge et partie : à propos des débats entre l’Académie, le Jardin et le Portique

In questo articolo, cerco di mostrare che:1. L’indicazione di Plutarco (Adv. Col. 1121E-1122A) di un certo numero di presocratici, fra cui Eraclito, non permette di trarne che questo pensatore fosse incluso dalla Nuova Academia fra i filosofi giudicati come propri predecessori sulla via della sospen...

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Dans:URI:https://journals.openedition.org/aitia,
Auteur principal: Lévy, Carlos
Format: Article ou chapitre numérique
Langue:Français
Publié: Aitia. Regards sur la culture hellénistique au XXIe siècle 2013
Sujets:
Accès en ligne:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Description
Résumé:In questo articolo, cerco di mostrare che:1. L’indicazione di Plutarco (Adv. Col. 1121E-1122A) di un certo numero di presocratici, fra cui Eraclito, non permette di trarne che questo pensatore fosse incluso dalla Nuova Academia fra i filosofi giudicati come propri predecessori sulla via della sospensione del giudizio.2. Il passo (1122A-F) sulle critiche rivolte da Colote e da altri filosofi contro la sospensione del giudizio della Nuova Academia non permette di dedurre che la risposta a queste critiche, così come è riportata da Plutarco, provenisse dal solo Arcesilao e che avesse un carattere assertivo. Pare più ragionevole considerarla come un pastiche costruito da Plutarco sulla base di materiali diversi e con una pronunciata coloritura dialettica.3. La polemica antiepicurea (1123A-1124C) condotta da Plutarco conduce a presentare l’epicureismo come una sorta di scetticismo paradossale che poggia, non sul timore di ingannarsi, ma sulla certezza che i sensi non ingannano mai. Stando a Plutarco, il principio della verità di tutte le sensazioni dovrebbe spingere gli Epicurei, se fossero conseguenti, all’afasia, ossia a una posizione che li avvicinerebbe alla forma più radicale di pirrronismo.