Spiriti e riti ebraici a Meknes. Seduti alla “tavola di David”
Il saggio si occupa della possessione di arabi musulmani da parte di spiriti ebraici a Meknes, in Marocco. Si tratta di un argomento finora non ampiamente trattato nella letteratura etnografica, sia perché gli spiriti ebraici rappresentano un’alterità assoluta rispetto al pantheon marocchino, sia pe...
Salvato in:
| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Archivio antropologico mediterraneo
2020
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| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | Il saggio si occupa della possessione di arabi musulmani da parte di spiriti ebraici a Meknes, in Marocco. Si tratta di un argomento finora non ampiamente trattato nella letteratura etnografica, sia perché gli spiriti ebraici rappresentano un’alterità assoluta rispetto al pantheon marocchino, sia perché i riti ad essi dedicati sono riservati. Gli studi sulla possessione in Marocco, inoltre, si sono occupati prevalentemente dei riti in cui gli spiriti vengono evocati pubblicamente e collettivamente. La possessione da parte di spiriti ebraici, evocati invece solo in ambito domestico e strettamente privato, è un’importante arena per indagare il rapporto tra rito e vissuto quotidiano dei posseduti. Il caso di studio qui presentato è un rito di evocazione, la cui analisi evidenzia il modo in cui la possessione rimodella l’identità personale, le relazioni interpersonali e i ruoli di genere. |
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