“Dimmi di che morte dobbiamo morire”: dinamiche di persuasione strutturale nel post-terremoto del Centro Italia (2016-2017)
In questo articolo vengono ricostruite le rappresentazioni locali dei terremotati rispetto all’intervento delle istituzioni nel post-terremoto del Centro Italia. La “strategia dell’abbandono” rappresenta l’orizzonte comune delle interpretazioni fornite da alcune delle vittime in merito ai tragici ev...
Wedi'i Gadw mewn:
| Cyhoeddwyd yn: | URI:https://journals.openedition.org/aam, |
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| Prif Awdur: | |
| Fformat: | Article ou chapitre numérique |
| Iaith: | Italien |
| Cyhoeddwyd: |
Archivio antropologico mediterraneo
2020
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| Pynciau: | |
| Mynediad Ar-lein: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Crynodeb: | In questo articolo vengono ricostruite le rappresentazioni locali dei terremotati rispetto all’intervento delle istituzioni nel post-terremoto del Centro Italia. La “strategia dell’abbandono” rappresenta l’orizzonte comune delle interpretazioni fornite da alcune delle vittime in merito ai tragici eventi del 2016-2017. Attraverso il contributo dell’etnografia condotta sui luoghi del sisma, a circa un anno degli eventi, si cerca di spiegare la logica che guida l’azione delle istituzioni e l’attivazione del dispositivo d’emergenza – una logica caratterizzata dall’ambiguità. Le criticità emerse nel contesto del disastro sono infine ricondotte al concetto di “persuasione strutturale”, la cui analisi qualitativa permette di esplicitare le interazioni locali e globali che, nel dispiegarsi della storia, sono in grado di plasmare, ridefinire e risignificare la memoria culturale degli eventi. |
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