Tracce di spolvero nella Maestà di Santa Trinita. Un’opera che guarda al passato o anticipa il futuro?

Il contributo presenta i primi risultati dello studio delle fotografie eseguite all’infrarosso della Maestà dipinta da Cimabue per la chiesa dei vallombrosani di Santa Trinita (ora Firenze, Gallerie degli Uffizi). In esse, l’autrice ha individuato tracce consistenti dell’uso dello spolvero, una tecn...

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Detaylı Bibliyografya
Yayımlandı:URI:https://journals.openedition.org/techne,
Yazar: Chiodo, Sonia
Materyal Türü: Article ou chapitre numérique
Dil:Italien
Baskı/Yayın Bilgisi: Technè 2025
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Online Erişim:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Özet:Il contributo presenta i primi risultati dello studio delle fotografie eseguite all’infrarosso della Maestà dipinta da Cimabue per la chiesa dei vallombrosani di Santa Trinita (ora Firenze, Gallerie degli Uffizi). In esse, l’autrice ha individuato tracce consistenti dell’uso dello spolvero, una tecnica di trasferimento del disegno che, fino ad ora, si riteneva non fosse stata usata per la realizzazione di figure prima del Quattrocento inoltrato, nelle opere di artisti di primissimo piano come Paolo Uccello, Domenico Veneziano, Andrea del Castagno, Piero della Francesca. L’uso di questo espediente tecnico da parte di Cimabue è il punto di partenza per una più ampia riflessione sulle istanze formali che lo precedono e per argomentare una datazione dell’opera nella fase più avanzata della sua attività.