Karine Abiven, L’Anecdote ou la fabrique du petit fait vrai, De Tallemant des Réaux à Voltaire (1650-1750)
Chi utilizza un aneddoto nel xvii secolo, come sottolinea nell’Introduzione l’autrice del volume, aggiunge sempre a esso un avvertimento che tenta di anticipare il discredito che pesa su questa forma breve, giudicata troppo futile per essere degna di interesse. Nonostante le critiche pressanti iniz...
Sparad:
| I publikationen: | URI:https://journals.openedition.org/studifrancesi, |
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| Huvudupphovsman: | |
| Materialtyp: | Article ou chapitre numérique |
| Språk: | Italien |
| Publicerad: |
Studi Francesi
2017
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| Länkar: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sammanfattning: | Chi utilizza un aneddoto nel xvii secolo, come sottolinea nell’Introduzione l’autrice del volume, aggiunge sempre a esso un avvertimento che tenta di anticipare il discredito che pesa su questa forma breve, giudicata troppo futile per essere degna di interesse. Nonostante le critiche pressanti iniziate nel xvii secolo e portate avanti ancora da Voltaire, che giudica l’aneddoto con parole feroci nelle Questions sur l’Encyclopédie, questa forma di micro-récit chiamata familiarmente “ana”, prol... |
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