Brian G. Rogers, Proust et Barbey d’Aurevilly. Le dessous des cartes
Barbey d’Aurevilly è presente fin da Les Plaisirs et les jours sia nella scrittura proustiana, sia nella sua meditazione critica. Uno dei punti di contatto più evidenti tra i due scrittori è certamente il tempo che si corporizza in certi paesaggi, certe case o chiese o castelli, certi oggetti, cert...
محفوظ في:
| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/studifrancesi, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Studi Francesi
2021
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| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | Barbey d’Aurevilly è presente fin da Les Plaisirs et les jours sia nella scrittura proustiana, sia nella sua meditazione critica. Uno dei punti di contatto più evidenti tra i due scrittori è certamente il tempo che si corporizza in certi paesaggi, certe case o chiese o castelli, certi oggetti, certi toponimi, certi profumi… Capitale è dunque la “sensazione” della storia; ma non meno importante la lettura, che l’A. ricostruisce nelle sue tappe essenziali; e altrettanto basilare la percezione ... |
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