Maxime Decout, Albert Cohen: les fictions de la judéité
La judéité, termine coniato da Albert Memmi e difficilmente traducibile, è la relazione soggettiva che un individuo intrattiene con le proprie origini ebraiche. Maxime Decout incentra la sua analisi dell’opera di Cohen su questo concetto, «ferment majeur d’une esthétique originale» (p. 10). La judé...
שמור ב:
| הוצא לאור ב: | URI:https://journals.openedition.org/studifrancesi, |
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| מחבר ראשי: | |
| פורמט: | Article ou chapitre numérique |
| שפה: | Italien |
| יצא לאור: |
Studi Francesi
2016
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| גישה מקוונת: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| סיכום: | La judéité, termine coniato da Albert Memmi e difficilmente traducibile, è la relazione soggettiva che un individuo intrattiene con le proprie origini ebraiche. Maxime Decout incentra la sua analisi dell’opera di Cohen su questo concetto, «ferment majeur d’une esthétique originale» (p. 10). La judéité costituisce il perno interpretativo valido per tutti gli aspetti di una produzione letteraria considerata come totalità inscindibile. Decout infatti non solo analizza l’opera romanzesca di Cohe... |
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