Dall’estrazione mineraria alla foresta: eredità ambientali e rigenerazione sostenibile nei territori alpini. Il caso studio della Valsesia
Le trasformazioni post-industriali dei territori alpini rappresentano una sfida cruciale per comprendere le dinamiche evolutive e le prospettive di rigenerazione sostenibile. Questo studio analizza le relazioni tra attività estrattive, gestione forestale e trasformazioni territoriali nella Valsesia,...
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| Publicado en: | URI:https://journals.openedition.org/rga, |
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| Autores principales: | , |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Lenguaje: | Italien |
| Publicado: |
Journal of Alpine research|Revue de géographie alpine
2026
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| Materias: | |
| Acceso en línea: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sumario: | Le trasformazioni post-industriali dei territori alpini rappresentano una sfida cruciale per comprendere le dinamiche evolutive e le prospettive di rigenerazione sostenibile. Questo studio analizza le relazioni tra attività estrattive, gestione forestale e trasformazioni territoriali nella Valsesia, contribuendo al dibattito sulla rigenerazione dei territori alpini post-industriali attraverso l'identificazione di specifiche forme di eredità ambientale. La ricerca adotta un approccio metodologico innovativo basato sull'integrazione diacronica tra fonti storiche eccezionali - in particolare la "Carta Topografica della Valle di Sesia" del 1759 - e dati forestali contemporanei della Carta Forestale Piemonte 2016. L'analisi evidenzia come le attività minerarie storiche abbiano generato una forma specifica di eredità ambientale che ha riconfigurato permanentemente la gestione forestale attraverso tre livelli di trasformazione: regolamentare-normativo, fisico-produttivo e territoriale. I risultati mostrano il passaggio da 10.884 ettari forestali censiti nel 1759 a 48.792 ettari nel 2016, con significative trasformazioni qualitative dalla predominanza del faggio (49,60%) orientato alla produzione di carbone vegetale per le fonderie, alla prevalenza attuale dei castagneti (36,47%) inseriti in filiere più articolate ma frammentate. Lo studio dimostra come i processi post-industriali montani non seguano i modelli urbani di dismissione-riuso, ma generino trasformazioni sistemiche che persistono attraverso riconfigurazioni funzionali degli ambienti seminaturali. La ricerca contribuisce al dibattito scientifico internazionale fornendo un framework metodologico replicabile per l'analisi diacronica delle trasformazioni territoriali alpine e identificando una categoria inedita di eredità post-industriale che estende l'impatto oltre le sole strutture fisiche dismesse verso la riconfigurazione permanente dei sistemi territoriali. |
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