La criminalità cinese in Italia tra stereotipo e realtà

Quando Chiang, ferito, con i vestiti sporchi di sangue, vide un tassista, si affrettò a chiamarlo. Salito in auto, subito gli disse: «È mafia, è la mafia cinese!»Ad un ristoratore cinese, che aveva subito delle richieste di denaro da parte di un gruppo di malviventi – anch’essi cinesi – giunsero al...

Description complète

Enregistré dans:
Détails bibliographiques
Dans:URI:https://journals.openedition.org/qds,
Auteur principal: Becucci, Stefano
Format: Article ou chapitre numérique
Langue:Italien
Publié: Quaderni di Sociologia 2017
Accès en ligne:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Description
Résumé:Quando Chiang, ferito, con i vestiti sporchi di sangue, vide un tassista, si affrettò a chiamarlo. Salito in auto, subito gli disse: «È mafia, è la mafia cinese!»Ad un ristoratore cinese, che aveva subito delle richieste di denaro da parte di un gruppo di malviventi – anch’essi cinesi – giunsero alcuni espliciti messaggi: l’invio di un disegno in cui era raffigurato un drago con la testa mozzata da cui sgorgava del sangue, dei gladioli rossi e, infine, la scrittura sulle vetrine del suo rist...