Franz Cumont, Recherches sur le symbolisme funéraire des Romains
La morte ha prodotto ogni sorta di racconti sugli dèi Mani […]. A volte si ammette l’immortalità dell’anima (inmortalitatem animae), a volte la metempsicosi (transfigurationem), a volte si attribuisce ai morti la facoltà di percepire e si onorano i Mani e si fa un dio di colui che non è neanche più...
محفوظ في:
| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/mythos, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Mythos
2019
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| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | La morte ha prodotto ogni sorta di racconti sugli dèi Mani […]. A volte si ammette l’immortalità dell’anima (inmortalitatem animae), a volte la metempsicosi (transfigurationem), a volte si attribuisce ai morti la facoltà di percepire e si onorano i Mani e si fa un dio di colui che non è neanche più un uomo. Così nel libro della Naturalis historia dedicato all’antropologia, Plinio il Vecchio descrive la pluralità di credenze che i Romani del I secolo d.C. avevano sviluppato sul tema della vit... |
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