Prime riflessioni su alcuni manufatti medievali reimpiegati in Età moderna nel meridione della Sardegna
Questo contributo è il risultato di un’esplorazione preliminare su alcuni episodi legati al reimpiego di manufatti scultorei medievali in Età moderna in Sardegna. La prima parte dello scritto ruota attorno alla casistica riscontrata nel capoluogo cagliaritano, in particolare nella cattedrale di Sant...
Salvato in:
| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
|---|---|
| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2021
|
| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | Questo contributo è il risultato di un’esplorazione preliminare su alcuni episodi legati al reimpiego di manufatti scultorei medievali in Età moderna in Sardegna. La prima parte dello scritto ruota attorno alla casistica riscontrata nel capoluogo cagliaritano, in particolare nella cattedrale di Santa Maria, dove nel XVII secolo si smembra e si reimpiegano i pezzi dello straordinario pergamo di maestro Guglielmo, realizzato tra il 1159-1162 per la cattedrale di Santa Maria Assunta a Pisa e giunto a Cagliari nel 1312. In questa occasione si presenta un frammento scultoreo inedito allo stato erratico che si vuole attribuire allo stesso Guglielmo. Esaminando poi altri casi associati alla città di Cagliari, si procede e si conclude con l’analisi di sculture medievali riutilizzate nel Seicento e nel Settecento in importanti centri religiosi della Sardegna meridionale. |
|---|