Quadri prosopografici della feudalità calabrese in età angioina
La vicenda dei Ruffo di Calabria rappresenta un interessante caso di studio per la conoscenza degli assetti feudali caratterizzanti la lunga stagione politica angioina e, in particolare, per l’analisi dell’esercizio e della rappresentazione del loro potere nel territorio. I momenti di tale costruzio...
Shranjeno v:
| izdano v: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Glavni avtor: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Jezik: | Italien |
| Izdano: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2020
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| Teme: | |
| Online dostop: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Izvleček: | La vicenda dei Ruffo di Calabria rappresenta un interessante caso di studio per la conoscenza degli assetti feudali caratterizzanti la lunga stagione politica angioina e, in particolare, per l’analisi dell’esercizio e della rappresentazione del loro potere nel territorio. I momenti di tale costruzione sono scanditi dalle politiche matrimoniali e delle successioni attraverso cui il dominio diretto su terre e uomini diventa strumento di crescita economica e sociale del lignaggio e dei poteri signorili, specie dopo il superamento della crisi economica del XIV secolo. Sull’ampio scenario tratteggiato dall’inedita documentazione familiare (più di 250 carte) si muovono una serie di personaggi la cui funzione sociale si esplica all’interno della complessa macchina amministrativa del Regno, riflettendone la crisi strutturale del Trecento e il complessivo svuotamento formale della prima metà del XV secolo, quando alcuni uffici si trasformarono in strumento di esercizio del potere privato del ceto aristocratico, come sembra dimostrare la vicenda di Carlo Ruffo conte di Sinopoli, nominato giustiziere di Calabria a vita il 19 aprile 1435, da Alfonso d’Aragona. |
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