Le strutture associative romane del primo Rinascimento: dalle confraternite alle «sodalitates» umanistiche
Il saggio vuole mettere in evidenza l’importanza delle strutture associative che si vennero a creare a Roma tra fine ’300 e i primi decenni del ’500, in un ventaglio diversificato di tipologie di offerte caritative, che rispecchiavano la varietà delle realtà e dei bisogni sociali di coloro che vivev...
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| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2014
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| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | Il saggio vuole mettere in evidenza l’importanza delle strutture associative che si vennero a creare a Roma tra fine ’300 e i primi decenni del ’500, in un ventaglio diversificato di tipologie di offerte caritative, che rispecchiavano la varietà delle realtà e dei bisogni sociali di coloro che vivevano a Roma (cittadini, forestieri, pellegrini, curiali etc.). Se non vi è dubbio che le istanze dei più antichi sodalizi siano rivolte in primo luogo al conforto spirituale e all’assistenza materiale (ricovero, cure sanitarie, etc.), con la fine del ’400 si assiste alla nascita di nuove fondazioni o alla trasformazione di quelle già esistenti, tutte connotate dall’intento di venire incontro alle necessità di una città parzialmente mutata dal punto di vista sociale, economico e culturale, com’era Roma nell’età del Rinascimento. In questo contesto si è cercato di illustrare non solo le reti di solidarietà dei cives romani e quelle proprie dei forestieri/stranieri e la loro progressiva (ma pur sempre parziale) convergenza, ma anche istituzioni del tutto peculiari, come la Sodalitas Parionis, una via di mezzo tra l’accademia umanistica e un sodalizio confraternale, i cui soci (tutti italiani, con un’unica eccezione) erano uniti non solo dalla comune residenza nel centrale rione di Parione, dalle stesse frequentazioni curiali ma anche dall’amore per la cultura e per l’antico: un gruppo di persone, dunque, già legate da rapporti trasversali di vario genere, rapporti che si potrebbe definire esemplari di quelle reti di solidarietà che a più livelli dovevano intersecarsi anche nella società romana del tardo medioevo. |
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