Il cimiero: espressione dell’identità, insegna dinastica, simbolo di rango (Lombardia e Veneto, XIV secolo)
Dalla fine del XII secolo gli elmi dei cavalieri furono ornati di cimieri, appendici colorate e dalle forme fantasiose che permettevano l’identificazione del loro portatore. Introdotti sui campi di battaglia e nei tornei, i cimieri furono presto adottati anche nelle rappresentazioni araldiche. Assoc...
Sparad:
| I publikationen: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Huvudupphovsman: | |
| Materialtyp: | Article ou chapitre numérique |
| Språk: | Italien |
| Publicerad: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2019
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| Länkar: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sammanfattning: | Dalla fine del XII secolo gli elmi dei cavalieri furono ornati di cimieri, appendici colorate e dalle forme fantasiose che permettevano l’identificazione del loro portatore. Introdotti sui campi di battaglia e nei tornei, i cimieri furono presto adottati anche nelle rappresentazioni araldiche. Associati allo stemma familiare, permettevano di distinguere l’individuo all’interno del lignaggio e consentivano l’espressione di messaggi di natura simbolica. In Italia il cimiero fu introdotto solo tardivamente nel linguaggio araldico, ma ebbe una diffusione ampia e assai rapida come testimoniano numerosi documenti visivi e testuali. Negli anni Trenta del Trecento, le famiglie signorili dell’Italia settentrionale mostrarono un forte interesse nei confronti di quest’elemento para-araldico ai fini della comunicazione politica. L’analisi dei cimieri dei Carraresi, degli Scaligeri e dei Visconti permetterà allora di comprendere le ragioni che portarono all’introduzione del cimiero nell’iconografia araldica italiana, di studiarne i tempi e i modi di diffusione, d’indagarne le funzioni semiotiche. |
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