Un caso di translatio martiriale da al-Andalus a Roma ? Alcune considerazioni sugli scambi di doni tra Ottoni, Bisanzio e Cordova

Dato lo straordinario intreccio di ambascerie tra il califfato di Cordova, i sovrani ottoniani e Bisanzio alla metà del X secolo, non sorprende che le fonti attestino lo scambio di diversi doni diplomatici tra le rispettive corti. A partire dall’analisi di alcuni casi specifici alla luce delle metod...

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מידע ביבליוגרפי
הוצא לאור ב:URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
מחבר ראשי: Grossato, Aimone
פורמט: Article ou chapitre numérique
שפה:Italien
יצא לאור: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2018
נושאים:
גישה מקוונת:Accès Université d'Orléans et IFPM
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סיכום:Dato lo straordinario intreccio di ambascerie tra il califfato di Cordova, i sovrani ottoniani e Bisanzio alla metà del X secolo, non sorprende che le fonti attestino lo scambio di diversi doni diplomatici tra le rispettive corti. A partire dall’analisi di alcuni casi specifici alla luce delle metodologie sviluppate dalla storiografia recente nello studio dello scambio dei doni nel corso dell’età altomedievale – in particolare quella teorizzata dall’arabista Oleg Grabar, secondo il quale sarebbe esistita una cultura condivisa degli oggetti tra Bisanzio e i califfati islamici – proveremo a capire se tali approcci sono ancora validi in un contesto così complesso e che importanza rivestissero tali doni presso le corti in relazione alla costruzione dell’autorità imperiale e califfale.