« Tenere vivo il fuoco o adorare le ceneri ? ». Cluny e il mondo universitario nel XIII secolo : tra riappropriazione della tradizione e ridifinizione della propria identità
Nel corso del XIII secolo diversi ordini monastici diedero la possibilità ai propri membri di frequentare le facoltà universitarie, in particolare quelle teologiche e giuridiche. Si trattò di una vera e propria rivoluzione destinata a segnare in modo profondo non solo i rapporti con quelle scuole ci...
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| Publicat a: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicat: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2017
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| Accés en línia: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sumari: | Nel corso del XIII secolo diversi ordini monastici diedero la possibilità ai propri membri di frequentare le facoltà universitarie, in particolare quelle teologiche e giuridiche. Si trattò di una vera e propria rivoluzione destinata a segnare in modo profondo non solo i rapporti con quelle scuole cittadine che fino a pochi decenni prima erano state oggetto di sospetti e dure condanne ma anche il modo stesso di concepire e formulare alcuni cardini della vita monastica. Fra questi ordini vi fu anche quello cluniacense. Dagli anni quaranta del XIII secolo, infatti, l’abate di Cluny insieme alla dirigenza dell’ordine iniziò a programmare la fondazione di un collegio a Parigi che accogliesse monaci, provenienti da ventisei priorati, ritenuti idonei per un percorso di formazione superiore nel campo teologico. Cosa significò per Cluny l’incontro con i milieux universitari in termini di ridefinizione dell’identità monastica ? Come fu elaborato e accolto il nuovo statuto del monaco-studente ? L’analisi delle fonti normative – statuta, diffinitiones dei capitoli generali, visite canoniche –, in particolare, permette di rispondere in parte a queste domande seguendo l’evoluzione di questo processo nel corso del Duecento e di verificare se e quanto la Cluniacensis ecclesia sia stata in grado di sfruttare la rapida trasformazione delle condizioni sociali ed ecclesiali per riposizionarsi all’interno dello spazio della vita regularis duecentesco, così profondamente mutato rispetto ai secoli precedenti, offrendo a problematiche nuove risposte altrettanto innovative. |
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