Il commercio di bestiame ungherese verso la Penisola italiana tra tardo Medioevo e prima Età moderna (XIV-XVI secolo)

Tra tardo Medioevo e prima Età moderna, le caratteristiche generali delle strutture di produzione e scambio del regno d’Ungheria si mantennero quasi inalterate. L’agricoltura (in particolare cerealicola e vinicola) rappresentava un importante settore nella struttura economica del regno fin dal XII s...

Полное описание

Сохранить в:
Библиографические подробности
Опубликовано в: :URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
Главный автор: Fara, Andrea
Формат: Article ou chapitre numérique
Язык:Italien
Опубликовано: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2015
Предметы:
Online-ссылка:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Описание
Итог:Tra tardo Medioevo e prima Età moderna, le caratteristiche generali delle strutture di produzione e scambio del regno d’Ungheria si mantennero quasi inalterate. L’agricoltura (in particolare cerealicola e vinicola) rappresentava un importante settore nella struttura economica del regno fin dal XII secolo. Tuttavia, era l’allevamento del bestiame a mantenere un fondamentale ruolo economico. Le terre ungheresi producevano ed esportavano soprattutto materie prime, come i menzionati prodotti agricoli e il bestiame, ma anche minerali e metalli come ferro, rame, sale, oro e argento. I beni di maggiore importazione erano invece quelli di lusso  : tessuti, gioielli e prodotti artigianali di pregio da Occidente ; pelli, lana, tessuti, cera e spezie da Oriente. Una parte considerevole delle merci importate semplicemente transitava per le terre ungheresi per raggiungere l’Europa orientale o occidentale. Sebbene i prodotti ungheresi conoscessero un lento ma costante aumento dei prezzi, questi prezzi rimasero inferiori rispetto a quelli degli analoghi beni occidentali  : ciò fece sì che lo scambio tra le materie prime ungheresi e i prodotti occidentali restasse sempre assai profittevole. Furono l’allevamento e il commercio di bovini a offrire le maggiori opportunità sia di investimento che di profitto per molti operatori, locali e non. Attraverso un viaggio lungo e difficile, il bestiame ungherese raggiungeva la Penisola italiana e le regioni dell’Europa centrale. Durante il Cinquecento, nonostante le guerre quasi endemiche e il generale rialzo dei prezzi, il bestiame ungherese restò facilmente accessibile e a prezzi indubbiamente competitivi, garantendo ampi margini di profitto ; pure le relazioni commerciali con i Turchi non venivano escluse a priori, e anzi potevano rivelarsi molto vantaggiose. Gli operatori italiani, dotati di forti capitali, giocarono un ruolo di primo piano nel commercio di bestiame tra le terre ungheresi e la Penisola.