Lo spazio tirrenico e la sede apostolica nel Medioevo tra revisione storiografica e nuove prospettive di ricerca

Nell’articolo si propone, quale argomento di discussione, un tema di ricerca poco considerato della storia dei secoli XI-XII : il processo di creazione e la successiva gestione politica da parte della Sede Apostolica romana di uno spazio imperniato sulla penisola italica e i due mari ad essa adiacen...

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Dans:URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
Auteur principal: Zedda, Corrado
Format: Article ou chapitre numérique
Langue:Italien
Publié: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2015
Sujets:
Accès en ligne:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Description
Résumé:Nell’articolo si propone, quale argomento di discussione, un tema di ricerca poco considerato della storia dei secoli XI-XII : il processo di creazione e la successiva gestione politica da parte della Sede Apostolica romana di uno spazio imperniato sulla penisola italica e i due mari ad essa adiacenti, il Tirreno e l’Adriatico durante gli anni della riforma gregoriana. In particolare, l’oggetto d’indagine riguarda la parte tirrenica di questo spazio, con un’attenzione mirata da un lato alla sponda insulare di esso, con le isole di Sardegna e Corsica, legate alla Sede Apostolica da un rapporto complesso sul piano giuridico, istituzionale ed ecclesiastico ; dall’altro alla sponda continentale settentrionale, imperniata sulla città di Pisa, legata da un rapporto altrettanto complesso con la Sede Apostolica, oscillante tra subalternità e autonomia di azione all’interno dello spazio geopolitico tirrenico. La ricostruzione storiografica si è finora concentrata soprattutto sugli aspetti « regionali », che hanno visto svilupparsi la grande e autorevole tradizione degli studi sui rapporti fra papato e Normanni, papato e repubbliche marinare, o le indagini su papato e Sardegna, papato e Corsica. Si è invece voluta porre l’attenzione sul punto di vista dei singoli pontefici, a partire da Gregorio VII, riguardo l’area tirrenica nel suo insieme ; a ciò si è collegata una più generale riflessione sul rapporto fra i pontefici e un sistema in continua evoluzione, a Roma e a livello internazionale.