Il codice e i testi. Per una fenomenologia del codice statutario a Pisa fra XIII e XIV secolo
Fatti paleografici e fatti codicologici sono fenomeni-chiave per la comprensione del codice statutario: le scritture dei notai comunali e la forma del codex rappresentano, d'altra parte, la 'tecnologia' di fatto adottata per conservare e fissare il testo, ma anche per renderlo vivo e...
Kaydedildi:
| Yayımlandı: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Materyal Türü: | Article ou chapitre numérique |
| Dil: | Français |
| Baskı/Yayın Bilgisi: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2014
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| Konular: | |
| Online Erişim: | Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Özet: | Fatti paleografici e fatti codicologici sono fenomeni-chiave per la comprensione del codice statutario: le scritture dei notai comunali e la forma del codex rappresentano, d'altra parte, la 'tecnologia' di fatto adottata per conservare e fissare il testo, ma anche per renderlo vivo e vigente, interpretabile ed emendabile. L'articolo presenta una ricognizione di fenomeni peculiari osservabili da questa prospettiva nei tre codici del Breve (cioè lo statuto) del Comune di Pisa dei primi decenni del Trecento. Si tratta dei più antichi codici conservati, immediatamente dopo quello che negli ultimi mesi del 1287 fu realizzato per unire insieme il testo del Breve del Comune e quello del Breve del Popolo, come espressione scritta di una situazione politico-istituzionale del tutto eccezionale sotto il governo di Ugolino della Gherardesca e Nino Visconti. |
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