Una nuova testimonianza della presenza di Costante II a Siracusa : il restauro dell’acquedotto Galermi
Nel 2016, in occasione della campagna di rilievo topografico sull’antico acquedotto Galermi di Siracusa, condotta da una squadra dell’Università Aix-Marseille, è stata scoperta, nella parete di una apertura del tratto sul fiume Ciccio oggi obliterato, un’iscrizione associata a tre croci inscritte in...
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| Τόπος έκδοσης: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Κύριοι συγγραφείς: | , |
| Μορφή: | Article ou chapitre numérique |
| Γλώσσα: | Italien |
| Έκδοση: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2025
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| Θέματα: | |
| Διαθέσιμο Online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Περίληψη: | Nel 2016, in occasione della campagna di rilievo topografico sull’antico acquedotto Galermi di Siracusa, condotta da una squadra dell’Università Aix-Marseille, è stata scoperta, nella parete di una apertura del tratto sul fiume Ciccio oggi obliterato, un’iscrizione associata a tre croci inscritte in un cerchio e incise direttamente nella roccia. Questa iscrizione è commemorativa del restauro (ananeosis) dell’acquedotto avvenuto per committenza di Costante II, o Costantino il grande basileus, tra il 663 e il 668, data della sua morte. Costituisce il più tardo documento datato con sicurezza della Sicilia tardoantica e bizantina e apre un nuovo capitolo della storia bizantina della città, che l’imperatore voleva promovuere allo statuto di capitale occidentale del suo impero. |
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