Ad invicem participancium. Un modello di cittadinanza proposto da Francesc Eiximenis, frate francescano

In una sezione importante, oltre 200 capitoli, del Dotzè del Crestià, testo scritto su commissione dei regnanti aragonesi, Eiximenis analizza sistematicamente i significati di due lessemi chiave della struttura politico-sociale che egli delinea in quest’opera : ciutat e ciutadan. Ne esce una vera e...

Disgrifiad llawn

Wedi'i Gadw mewn:
Manylion Llyfryddiaeth
Cyhoeddwyd yn:URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
Prif Awdur: Evangelisti, Paolo
Fformat: Article ou chapitre numérique
Iaith:Italien
Cyhoeddwyd: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2013
Pynciau:
Mynediad Ar-lein:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Disgrifiad
Crynodeb:In una sezione importante, oltre 200 capitoli, del Dotzè del Crestià, testo scritto su commissione dei regnanti aragonesi, Eiximenis analizza sistematicamente i significati di due lessemi chiave della struttura politico-sociale che egli delinea in quest’opera : ciutat e ciutadan. Ne esce una vera e propria mappa della cittadinanza costruita non solo sulla polarità dentro/fuori, su aree funzionali di escludibilità/inidoneità, ma anche su un paradigma di « ottima cittadinanza » fornito come evidente modello-vaglio di riferimento. L’analisi di questi capitoli ha anche l’obiettivo di metterli a confronto con il discorso etico-politico ed istituzionale di chiara matrice repubblicana che impronta di sé l’intera proposta politico-costituzionale sviluppata in quest’opera. La forte tensione etica e propositiva che declina in chiave dottrinaria, ma anche giuridica, l’ideologia civile-repubblicana del Frate catalano viene così verificata nella sua concreta applicazione proprio sul terreno primario della cittadinanza o delle cittadinanze possibili, misurate anche in funzione dell’esistenza di meccanismi istituzionali ed economici proposti come percorsi inclusivi. In questo quadro un ruolo centrale viene svolto dal discorso che Eiximenis sviluppa sul carattere e la funzione della moneta, su che cosa significhi poter possedere e gestire una moneta buona e credibile. L’analisi del discorso che connette moneta e cittadinanza rivela elementi di contiguità, ma anche peculiarità rispetto a quanto Nicola Oresme viene sostenendo su questo tema nei decenni immediatamente precedenti (1358 ca. – 1372) il testo del Frate catalano (1385).