Protomagistri al servizio di Carlo II d’Angiò: le figure di Pierre d’Angicourt e Francesco di Vico
Nell’ambito della lettura critica delle fabbriche di committenza angioina nel Regno di Napoli rimane tutt’oggi oggetto di indagine la questione del ruolo dei protomagistri citati dai Registri Angioini. Alcuni di questi, ben noti alla storiografia, sono stati definiti dagli studiosi della fine del XI...
Shranjeno v:
| izdano v: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Glavni avtor: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Jezik: | Italien |
| Izdano: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2024
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| Teme: | |
| Online dostop: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Izvleček: | Nell’ambito della lettura critica delle fabbriche di committenza angioina nel Regno di Napoli rimane tutt’oggi oggetto di indagine la questione del ruolo dei protomagistri citati dai Registri Angioini. Alcuni di questi, ben noti alla storiografia, sono stati definiti dagli studiosi della fine del XIX secolo con l’appellativo di architetti. Si cercherà di delineare la figura di due di questi, Pierre D’Angicourt e Francesco di Vico, attraverso la lettura delle fonti e l’analisi autoptica di alcuni edifici in cui i due protomagistri sembrerebbero esser stati coinvolti. Pierre D’Angicourt, di origine transalpina, appartiene alla prima generazione di maestranze attive nel Regno ed è noto alla critica principalmente per il suo legame con l’architettura militare della costa adriatica. Francesco di Vico, di origine locale, è attivo a partire dal XIV secolo e rappresenta, quindi, la seconda generazione di maestranze attive nel Regno: figura poco nota alla critica, eppure non di marginale interesse. L’acquisizione di nuovi dati relativi alla circolazione delle maestranze e al loro ruolo negli esiti formali e stilistici degli edifici ecclesiastici, costruiti nel regno di Carlo II d’Angiò (1285-1309), ha permesso un ampliamento delle conoscenze relative all’architettura ecclesiastica prodotta a cavallo tra i due secoli. Il lavoro si pone come un punto di partenza per l’approfondimento su temi quali la struttura dei cantieri angioini e la figura dell’ideatore formale delle fabbriche di committenza angioina. |
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