La pratica orale e scritta della protestatio de iustitia nel Quattrocento fiorentino: il caso di Pandolfo di messer Giannozzo Pandolfini (1424-1465)
Il contributo propone l’edizione della protestatio de iustitia scritta e pronunciata nel maggio 1465 dall’ambasciatore e umanista fiorentino Pandolfo Pandolfini (1424-1465). L’orazione, ricordata con ampi elogi da Vespasiano da Bisticci all’interno delle Vite, è stata a lungo considerata perduta ed...
Uloženo v:
| Vydáno v: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Hlavní autor: | |
| Médium: | Article ou chapitre numérique |
| Jazyk: | Italien |
| Vydáno: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2024
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| Témata: | |
| On-line přístup: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Shrnutí: | Il contributo propone l’edizione della protestatio de iustitia scritta e pronunciata nel maggio 1465 dall’ambasciatore e umanista fiorentino Pandolfo Pandolfini (1424-1465). L’orazione, ricordata con ampi elogi da Vespasiano da Bisticci all’interno delle Vite, è stata a lungo considerata perduta ed è quindi rimasta inedita. L’analisi del protesto, rinvenuto all’interno di due manoscritti miscellanei molto diversi tra loro, offre lo spunto per riflettere sulle finalità della trascrizione di questo particolare tipo di oralità politica, strettamente connesso con le pratiche del cerimoniale civile della Firenze comunale. Un secondo protesto, inoltre, rimaneggiamento anonimo del discorso pandolfiniano, ritrovato all’interno di un codice dell’antica biblioteca Pandolfini, contribuisce a confermare quanto osservato circa il basso livello di autorialità di questi discorsi politici. |
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