Come Lorenzo d’Amalfi († 1049) portò con sé la comunità (e il testo)

Lorenzo d’Amalfi, monaco e maestro nell’abbazia di Montecassino sotto l’abate Teobaldo (1022-1035), ebbe una vita movimentata. Arcivescovo di Amalfi nel 1029, poi esiliato, dopo essersi rifugiato a Firenze si trasferì a Roma, dove morì nel 1049. Durante questi spostamenti non smise mai di scrivere t...

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Veröffentlicht in:URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
1. Verfasser: Cossu, Angela
Format: Article ou chapitre numérique
Sprache:Italien
Veröffentlicht: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2024
Schlagworte:
Online Zugang:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Beschreibung
Zusammenfassung:Lorenzo d’Amalfi, monaco e maestro nell’abbazia di Montecassino sotto l’abate Teobaldo (1022-1035), ebbe una vita movimentata. Arcivescovo di Amalfi nel 1029, poi esiliato, dopo essersi rifugiato a Firenze si trasferì a Roma, dove morì nel 1049. Durante questi spostamenti non smise mai di scrivere tuttavia: dai testi agiografici in prosa e poesia, alle omelie, fino ai testi di arti liberali, le sue opere sono il riflesso della comunità in cui si trovava a vivere, per volontà o commissione. Lorenzo in effetti riuscì a portare con sé nei suoi spostamenti l’esperienza, anche testuale, delle comunità a cui appartenne, a partire da quella, preponderante, di Montecassino. Questo contributo si propone di analizzare come e perché lo fece.