Alcune riflessioni sull’evoluzione del marcatore latino scias tra agiografia latina e volgare
Muovendo dal concetto pragmatico di segnale discorsivo, il presente intervento tenta anzitutto di mettere in rilievo il carattere marcatamente orale della versione catalana risalente al tardo Duecento della Legenda aurea di Iacopo da Varazze, un adattamento latino dove talvolta, come nel caso dell’i...
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| Udgivet i: | URI:https://journals.openedition.org/mefrm, |
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| Hovedforfatter: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Sprog: | Italien |
| Udgivet: |
Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge
2023
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| Fag: | |
| Online adgang: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | Muovendo dal concetto pragmatico di segnale discorsivo, il presente intervento tenta anzitutto di mettere in rilievo il carattere marcatamente orale della versione catalana risalente al tardo Duecento della Legenda aurea di Iacopo da Varazze, un adattamento latino dove talvolta, come nel caso dell’indicatore pragmatico derivato dal congiuntivo scias, la letterarietà tende a escludere l’impiego altrimenti ben attestato nel Medioevo latino di un marcatore interazionale come quello appena citato. A riprova poi di un processo evolutivo di lunghissimo corso si tenterà quindi di ipotizzare la genesi di una struttura romanza come quella del catalano sapies que (ma lo stesso vale, a esempio, per il fiorentino sappi che), a partire da precoci attestazioni nel latino volgare destinate via via a consolidarsi in particolari generi letterari come, per l’appunto, quello agiografico. |
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