Pellegrini ed atleti del Signore ai confini della cristianità: Skanderbeg, Stefano III di Moldavia e le loro relazioni con Roma e Venezia

Dopo la morte di Giovanni Hunyadi, due personnagi furono suoi successori come « atleti » del papato nella guerra contro gli Ottomani : nel 1457 l’albanese Skanderberg, già musulmano in gioventù e nel 1476 il valacco Stefano III di Moldavia, un cristiano greco, fino a quel momento militante soprattut...

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Detaylı Bibliyografya
Yayımlandı:URI:https://journals.openedition.org/mefrm,
Yazar: Simon, Alexandru
Materyal Türü: Article ou chapitre numérique
Dil:Français
Baskı/Yayın Bilgisi: Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge 2013
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Online Erişim:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Özet:Dopo la morte di Giovanni Hunyadi, due personnagi furono suoi successori come « atleti » del papato nella guerra contro gli Ottomani : nel 1457 l’albanese Skanderberg, già musulmano in gioventù e nel 1476 il valacco Stefano III di Moldavia, un cristiano greco, fino a quel momento militante soprattutto nel campo pro-ottomano. Essere un atleta non era solo un affare di prestigio, ma un vero ufficio cristiano, con benefici e rischi. I papi Paolo II e Sisto IV pensarono qualche volta di deporre Skanderbeg e Stefano dal loro titolo perché avevano fallito contro gli Ottomani. In entrambi i casi, gli amici italiani dei sovrani furono capaci di evitare la deposizione. Stefano fu riconosciuto da Sisto IV come monarca cristiano dopo un falso pellegrinaggio a Roma. Skanderberg, invece, non ottenne niente dal suo viaggio a Roma. L’articolo considera quindi le relazioni tra i « pilastri della crociata » (Roma e Venezia) e i loro « pedoni » sulla frontiera del « mundo cristiano libero ».