Ragioni di stato e ragioni di famiglia : strategie successorie dell’aristocrazia milanese tra Quattro e Cinquecento (Visconti, Trivulzio, Borromeo)
Nella linea degli studi che teorizzano la relazione tra pratiche successorie dei ceti dominanti e struttura politico istituzionale questo contributo analizza circa 90 testamenti di tre agnazioni (Borromeo, Visconti, Trivulzio, 1395-1550 circa) di cui si considerano soprattutto le stirpi principali,...
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| Udgivet i: | URI:https://journals.openedition.org/mefrim, |
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| Hovedforfatter: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Sprog: | Italien |
| Udgivet: |
Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines
2013
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| Fag: | |
| Online adgang: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | Nella linea degli studi che teorizzano la relazione tra pratiche successorie dei ceti dominanti e struttura politico istituzionale questo contributo analizza circa 90 testamenti di tre agnazioni (Borromeo, Visconti, Trivulzio, 1395-1550 circa) di cui si considerano soprattutto le stirpi principali, che sono parte dell’aristocrazia milanese, gruppo sociale che va distinto dalla generica nobiltà o patriziato. Il fedecommesso maschile dividuo equis portionibus appare regola tendenziale già nel XV secolo, ben prima dunque della datazione usuale per Milano. Alcune deviazioni (inclusione di donne come eredi ; abbozzi di primogenitura da fine XV), furono attuate senza mutamenti delle norme, ma per concessione del principe ; e sono da porre in relazione all’allargamento dello spazio politico sociale (formazione dello stato regionale lombardo ; inclusione nelle monarchie francese e asburgica), che poté rendere preferibile per i testatori e talvolta per lo stesso principe la concentrazione della ricchezza in poche mani piuttosto che la sua potenziale dispersione su un alto numero di uomini tipica del fedecommesso dividuo, più funzionale alla vita politica cittadino-comunale. |
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