Quae signa erant illa, quibus putabant esse significativa Martyrii ?
Sin dal medioevo era radicata la convinzione che nelle catacombe romane fossero stati un tempo sepolti esclusivamente i martiri delle piu antiche persecuzioni anticristiane. La riscoperta apparentemente casuale –ma certamente favorita dalle autorita ecclesiastiche del tempo – nel 1578 di un cimitero...
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| Auteur principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Langue: | Italien |
| Publié: |
Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines
2014
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| Accès en ligne: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Sin dal medioevo era radicata la convinzione che nelle catacombe romane fossero stati un tempo sepolti esclusivamente i martiri delle piu antiche persecuzioni anticristiane. La riscoperta apparentemente casuale –ma certamente favorita dalle autorita ecclesiastiche del tempo – nel 1578 di un cimitero paleocristiano perfettamente conservatosi dai secoli della tarda antichita, rappresento un momento fondamentale per lo studio e la ricerca dei cimiteri ipogei : con le numerose scoperte che si susseguirono nel corso del xvii secolo – anche a seguito delle decisioni conciliari tridentine in materia di culto delle reliquie – si sviluppo fortemente il fenomeno della cava dei resti ossei dei presunti santi. Si cercarono allora di stabilire le norme che potessero guidare i cavatori nei cimiteri e permettere la riconoscibilita dei corpi dei martiri da quelli dei comuni fedeli, ma non si riuscirono a determinare immediatamente criteri rigidi e certi che definissero la delicata questione. |
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