L’adozione tra medio evo ed età moderna : un istituto al tramonto ?
Si segue l’evolversi dell’istituto dell’adozione dall’alto medioevo alla tarda età moderna nel suo reimpiego attraverso i tempi secondo le necessità della società. Si passano così in rassegna alcune opere dottrinali e documenti altomedievali che recano tracce di una ‘vita’ dell’istituto, in parte in...
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| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/mefrim, |
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| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines
2013
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| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | Si segue l’evolversi dell’istituto dell’adozione dall’alto medioevo alla tarda età moderna nel suo reimpiego attraverso i tempi secondo le necessità della società. Si passano così in rassegna alcune opere dottrinali e documenti altomedievali che recano tracce di una ‘vita’ dell’istituto, in parte in accordo con il regime romano, in parte nel solco del diritto longobardo e franco, al fine precipuo di assicurare un figlio a chi ne è privo (imitatio naturae) e di avere un proprio erede prescelto. Nel Basso Medioevo, se l’interesse verso l’adottare è abbastanza scarso, non mancano tuttavia testimonianze diverse, che contribuiscono a mutare la fisionomia di un istituto considerato per lungo tempo di scarsissima o quasi nulla applicazione : la dottrina ne tratta seguendo lo schema e la disciplina romanistica ma prende anche in parte atto di un’applicazione ‘diversa’ nella quotidianità dell’epoca e cerca di assecondarne, soprattutto nei consilia, un più largo impiego per provvedere da una parte alle esigenze di orfani bisognosi di assistenza e dall’altra di coloro che desiderano farsi carico del mantenimento di un fanciullo in stato di bisogno, o di avere un erede per necessità dinastiche. Nell’età moderna si può rilevare un analogo sviluppo, non così stentato come prima si credeva. Seppure non di uso frequente, l’istituto continua il suo cammino : la sua vita, per così dire sotto traccia, è preludio ad un risorgere, talora sotto vesti mutate, durante la rivoluzione francese, in una nuova concezione della famiglia e della società, fondata su principi più egualitari, e, con minore favore, nell’età napoleonica (e nel Code civil). I secoli successivi attestano la ‘necessità di un suo uso che trova la sua ragione d’essere, all’oggi, in motivazioni ‘naturali’. |
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