Tra oïconomica e mercato. La moneta, istituzione pensata nell’Occidente medievale cristiano
Il testo discute essenzialmente di due questioni. La prima tocca una delle tesi centrali del libro di Delille : la possibilità che gli elementi storici portanti della società occidentale capitalistica, vale a dire il sistema della trasmissione e della discendenza familiare secondo il modello esogami...
Uloženo v:
| Vydáno v: | URI:https://journals.openedition.org/mefrim, |
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| Hlavní autor: | |
| Médium: | Article ou chapitre numérique |
| Jazyk: | Italien |
| Vydáno: |
Mélanges de l’École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines
2015
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| On-line přístup: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Shrnutí: | Il testo discute essenzialmente di due questioni. La prima tocca una delle tesi centrali del libro di Delille : la possibilità che gli elementi storici portanti della società occidentale capitalistica, vale a dire il sistema della trasmissione e della discendenza familiare secondo il modello esogamico, l’autonomia del mercato dallo Stato, l ’autonomia del politico dalla religione, l ’autonomia del potere dalla famiglia e dai clan, siano gli elementi necessari per assicurare uno sviluppo economico e civile positivo, proponibile alle società non solo occidentali del XXI secolo. La seconda mette in luce il ruolo svolto dalla moneta cristiana, pensata in età medievale, concepita non come merce tra le merci, ma come istituzione della comunità, nell’aver consentito al mercato di costituirsi entro un perimetro di regole e di orizzonti civili, non di affermarsi per semplici spinte endogene, per entropie dovute alla crescita della domanda di beni o alla improvvisa velocizzazione della circolazione di merci. |
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