Immagini svelate. Le copie al vero di Carlo Ruspi nel Museo Gregoriano Etrusco
L’opera di Carlo Ruspi è inscindibilmente legata all’impresa di documentare al meglio e assicurare alla posterità le testimonianze della pittura etrusca scoperte negli anni Venti e Trenta del XIX secolo. Lo troviamo inizialmente ingaggiato dall’Instituto di Corrispondenza Archeologica di Roma nella...
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| Publicado en: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| Autor Principal: | |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicado: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2020
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| Acceso en liña: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | L’opera di Carlo Ruspi è inscindibilmente legata all’impresa di documentare al meglio e assicurare alla posterità le testimonianze della pittura etrusca scoperte negli anni Venti e Trenta del XIX secolo. Lo troviamo inizialmente ingaggiato dall’Instituto di Corrispondenza Archeologica di Roma nella realizzazione dei primi lucidi e poi al servizio del re di Baviera per le riproduzioni al vero destinate al Museo di Monaco. Le copie del Ruspi costituiranno nel 1837 la suggestiva ambientazione per la mostra di antichità etrusche dei fratelli Campanari a Londra e per il neonato Museo Gregoriano Etrusco, che ancora oggi annovera nelle sue raccolte le riproduzioni di sei tombe tarquiniesi (delle Iscrizioni, del Morto, del Barone, delle Bighe, del Triclinio, Querciola I), della perduta Tomba Campanari di Vulci, nonché quella del ciclo pittorico completo della Tomba François di Vulci, scoperta successivamente nel 1857, che l’artista realizzò nel 1862, l’anno prima della sua scomparsa. La serie vaticana viene presentata nel suo valore storico-artistico e documentario, oltre che nel contesto e nella trasformazione della museografia del XIX e XX secolo. |
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