Due divinità di Falerii Veteres: Giunone Curite e Minerva Capta

Il presente articolo si propone di indagare e approfondire la figura di due importanti divinità di Falerii Veteres: Giunone Curite e Minerva Capta. Per far ciò, si è adottata quale prospettiva il rapporto di entrambe con l’evocatio romana, il rito finalizzato a privare le città nemiche assediate del...

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Dettagli Bibliografici
Pubblicato in:URI:https://journals.openedition.org/mefra,
Autore principale: Ferri, Giorgio
Natura: Article ou chapitre numérique
Lingua:Italien
Pubblicazione: Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité 2014
Accesso online:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Descrizione
Riassunto:Il presente articolo si propone di indagare e approfondire la figura di due importanti divinità di Falerii Veteres: Giunone Curite e Minerva Capta. Per far ciò, si è adottata quale prospettiva il rapporto di entrambe con l’evocatio romana, il rito finalizzato a privare le città nemiche assediate della loro divinità tutelare: si è infatti più volte ipotizzato che le dee falische abbiano subìto tale pratica rituale.Giunone Curite era la divinità poliade di Falerii; il sito del tempio testimonia di un culto e di riti grandiosi, descritti tra gli altri da Ovidio e Dionigi di Alicarnasso. La dea fu probabilmente evocata nel 241 a.C., a seguito di una ribellione. Il suo culto a Roma ebbe sede nel Campo Marzio.La figura di Minerva Capta pone un problema spinoso: era possibile prendere prigionieri gli dèi? Il primo significato dell’epiteto infatti farebbe pensare che la dea fosse stata catturata. È più probabile tuttavia che essa fosse già avvinta da vincoli, secondo influssi religiosi di ambito dorico.