Ius publicum dedicandi (e consecrandi): il diritto di dedica a Roma
Per rendere sacra una res si doveva celebrare una consecratio/dedicatio. Questa cerimonia veniva officiata da un pontefice e da un magistrato. Il primo era necessario per consacrare la res (consecratio), il secondo per dedicarla seguendo le formule dettate dal sacerdote (dedicatio). Tuttavia, mentre...
Salvato in:
| Pubblicato in: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| Autore principale: | |
| Natura: | Article ou chapitre numérique |
| Lingua: | Italien |
| Pubblicazione: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2018
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| Soggetti: | |
| Accesso online: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Riassunto: | Per rendere sacra una res si doveva celebrare una consecratio/dedicatio. Questa cerimonia veniva officiata da un pontefice e da un magistrato. Il primo era necessario per consacrare la res (consecratio), il secondo per dedicarla seguendo le formule dettate dal sacerdote (dedicatio). Tuttavia, mentre soltanto il pontefice massimo o un suo collega minore (Cic., Dom., 124), potevano eseguire la consecratio, la dedicatio poteva essere presieduta da differenti magistrati. Si tenterà qui di comprendere quali questi fossero e secondo quali meccanismi essi venissero incaricati di dedicare una struttura. Ciò significa provare a ricostruire la storia dell’istituto del ius publicum dedicandi. |
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