Lo sguardo di Ranuccio Bianchi Bandinelli verso la cultura francese
Partendo da una lettera inviata da R. Bianchi Bandinelli a Jean Paul Sartre nel 1969, il contributo cerca di ricostruire la disposizione dell’archeologo italiano verso la cultura francese. Da un lato si cerca di rintracciare i possibili rapporti scientifici con l’archeologia francese, dagli anni ’30...
محفوظ في:
| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2014
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| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | Partendo da una lettera inviata da R. Bianchi Bandinelli a Jean Paul Sartre nel 1969, il contributo cerca di ricostruire la disposizione dell’archeologo italiano verso la cultura francese. Da un lato si cerca di rintracciare i possibili rapporti scientifici con l’archeologia francese, dagli anni ’30 fino agli orientamenti più recenti della disciplina; dall’altro si indagano le relazioni politiche e ideologiche nell’ambito del marxismo europeo. Sostanzialmente Bianchi Bandinelli si mostra piuttosto disinteressato all’archeologia francese prima della guerra, di carattere tradizionalmente epigrafico e positivistico e rimane sostanzialmente estraneo alle tendenze strutturaliste che si affermano in Francia dagli anni ’70. Sarà piuttosto la sua scuola, in parte, a recepire queste ultime. Sul piano politico, la lettera a Sartre dimostra un’apertura e una curiosità intellettuale che l’aristocratico Bianchi Bandinelli ha sempre avuto, ricondotta però entro l’ortodossia di pensiero del comunismo italiano, in un dilemma i coscienza che risolverà in favore di sé stesso, in contrapposizione all’ideologia, soltanto alla fine della sua vita. |
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