« Qui primi coluisse Italiam dicuntur » (Gell. 1, 10, 1)

Il commento di Tzetzes a tre versi dell’Alessandra di Licofrone rappresenta l’esito ultimo della complessa tradizione letteraria relativa alla remota popolazione italica degli Ausones, che un frammento di Ecateo di Mileto localizza a Nola, in Campania. Tra le più antiche attestazioni dell’etnico è u...

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Bibliografische gegevens
Gepubliceerd in:URI:https://journals.openedition.org/mefra,
Hoofdauteur: Pagliara, Alessandro
Formaat: Article ou chapitre numérique
Taal:Italien
Gepubliceerd in: Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité 2014
Onderwerpen:
Online toegang:Accès Université d'Orléans et IFPM
Accès Université d'Orléans et IFPM
Omschrijving
Samenvatting:Il commento di Tzetzes a tre versi dell’Alessandra di Licofrone rappresenta l’esito ultimo della complessa tradizione letteraria relativa alla remota popolazione italica degli Ausones, che un frammento di Ecateo di Mileto localizza a Nola, in Campania. Tra le più antiche attestazioni dell’etnico è un frammento di Pindaro, che (secondo l’integrazione propostane da Wilamowitz) definisce « Ausonio » il mare di Locri Epizefirii, in Calabria. L’intreccio tra queste due accezioni – ristretta all’area campana o latamente estesa all’intero Meridione – determina gli autoschediasmi che caratterizzano anche le fonti storiche sugli Ausones, in larga misura debitrici della fortuna poetica di Ausonia quale sinonimo di Italia, che attraverso l’epica ellenistica confluisce nel poema virgiliano.