Dalla sconfitta dell’Allia alla riscossa di Roma
In età moderna l’iconografia tratta dalla storia antica è puntualmente utilizzata come strumento di propaganda e autocelebrazione. Per i committenti di cicli decorativi e di opere destinate alle dimore gentilizie o ai palazzi pubblici, più che la memoria di una sconfitta, quella dei Romani da parte...
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| In: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| Main Author: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Language: | Italien |
| Published: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2026
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| Subjects: | |
| Online Access: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Summary: | In età moderna l’iconografia tratta dalla storia antica è puntualmente utilizzata come strumento di propaganda e autocelebrazione. Per i committenti di cicli decorativi e di opere destinate alle dimore gentilizie o ai palazzi pubblici, più che la memoria di una sconfitta, quella dei Romani da parte dei Galli, è la storia della riscossa a divenire pretesto per illustrare le gesta eroiche, gli exempla virtutis di una gens che si vuole assimilare alla propria casata. In tali contesti prende rilievo la rappresentazione degli “uomini illustri”: tra questi Furio Camillo, condottiero vittorioso sui Galli ricordato come secondo fondatore di Roma. Tra XV e XVI secolo compaiono alcune immagini della battaglia dell’Allia, inserite in complessi decorativi dal programma iconografico articolato; per il resto, in esempi fino al XVIII secolo, l’illustrazione della battaglia lascia il posto alla celebrazione dell’eroe romano. |
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