L’armamento dei Celti d’Italia tra V e IV sec. a.C.

La presa di Roma da parte dei Galli nel 386/387 a.C., evento centrale e traumatico nella memoria storica romana, non sembra aver avuto lo stesso significato per i Celti, impegnati in quel periodo a consolidare il loro controllo sulla Cisalpina. Le fonti antiche, con i racconti di Brenno e di Camillo...

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Veröffentlicht in:URI:https://journals.openedition.org/mefra,
1. Verfasser: Lejars, Thierry
Format: Article ou chapitre numérique
Sprache:Italien
Veröffentlicht: Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité 2026
Schlagworte:
Online Zugang:Accès Université d'Orléans et IFPM
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Beschreibung
Zusammenfassung:La presa di Roma da parte dei Galli nel 386/387 a.C., evento centrale e traumatico nella memoria storica romana, non sembra aver avuto lo stesso significato per i Celti, impegnati in quel periodo a consolidare il loro controllo sulla Cisalpina. Le fonti antiche, con i racconti di Brenno e di Camillo, hanno contribuito a costruire un’immagine epica di questo scontro, interpretato dagli studiosi moderni come una cesura storica e culturale coincidente con l’inizio dell’espansione celtica storica. In ambito archeologico, questo momento è associato al passaggio dalla fase La Tène A alla fase La Tène B. L’arrivo di gruppi centro-europei in Italia è ben documentato da corredi metallici, in particolare armi e fibule in stile La Tène, sebbene distribuiti in modo diseguale e prevalentemente in contesti funerari. L’intervento analizza le caratteristiche dell’armamento celtico nel contesto italo-etrusco del IV secolo a.C., mettendo in luce fenomeni di adattamento e di scambio culturale. L’adozione della spada lateniana da parte di popolazioni come Veneti, Liguri e Piceni riflette il ruolo militare e culturale centrale dei Celti in questa fase. Viene infine evidenziata la specificità dell’armamento celtico nella fase iniziale dell’insediamento nell’Italia centro-settentrionale, dalle origini alla presa di Roma fino alle guerre sannitiche.