Dalla Collezione Gaddi al Museum Oddianum
Questo contributo richiama l’attenzione su un frammento marmoreo di rilievo con soggetto riconducibile ad un choros di Muse, appartenuto alla Collezione Oddi Baglioni di Perugia. L’originaria provenienza antiquaria del manufatto dalla celebre silloge toscana dei Gaddi, fino ad oggi ignota ma ora ded...
Gardado en:
| Publicado en: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| Autor Principal: | |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicado: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2025
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| Sujets: | |
| Acceso en liña: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Questo contributo richiama l’attenzione su un frammento marmoreo di rilievo con soggetto riconducibile ad un choros di Muse, appartenuto alla Collezione Oddi Baglioni di Perugia. L’originaria provenienza antiquaria del manufatto dalla celebre silloge toscana dei Gaddi, fino ad oggi ignota ma ora deducibile con certezza grazie ad un disegno di Giovanni Domenico Campiglia nella raccolta Topham a Eton, offre l’occasione per inquadrare il pezzo in rapporto all’ambiente romano in cui prese le mosse, nella prima metà del XVI secolo, l’attività collezionistica del chierico Giovanni Gaddi, proseguita dal nipote ed erede Niccolò. Alla luce del ruolo chiave rappresentato dal patrimonio immobiliare che l’influente famiglia fiorentina detenne nella capitale pontificia, è forse possibile individuare, fra i potenziali distretti urbani idonei ad immaginare una ricontestualizzazione moderna del reperto archeologico, un rustico domicilium particolarmente suggestivo e calzante rispetto al suo valore semantico. |
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