Materiali vulcenti nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze : alcune riflessioni
Sullo scorcio del XIX secolo, la nascita del Museo Topografico dell’Etruria vede esposti a Firenze anche diversi materiali provenienti da Vulci e dal suo territorio, in parte provenienti dalla raccolta appartenuta alla famiglia Campanari di Tuscania. Le sculture in nenfro, databili tra la fine del V...
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| Dans: | URI:https://journals.openedition.org/mefra, |
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| Auteur principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Langue: | Italien |
| Publié: |
Mélanges de l’École française de Rome - Antiquité
2023
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| Sujets: | |
| Accès en ligne: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Sullo scorcio del XIX secolo, la nascita del Museo Topografico dell’Etruria vede esposti a Firenze anche diversi materiali provenienti da Vulci e dal suo territorio, in parte provenienti dalla raccolta appartenuta alla famiglia Campanari di Tuscania. Le sculture in nenfro, databili tra la fine del VII sec. a.C. e l’età ellenistica, dapprima erano esposte all’interno della sala XIV Volcentani e successivamente nella sala XIX, Volcentani, Statonenses, Cosani, ed in parte furono poi visibili anche nel giardino del museo. I documenti presenti nell’Archivio Storico del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, contenenti la corrispondenza tra l’allora direttore del museo Luigi Adriano Milani e Giuseppe Cerasa, Ispettore Onorario per i Comuni di Toscanella, Arlena e Cellere, suo referente sul territorio, hanno permesso di ricostruire le vicende relative all’acquisto dei materiali, prima del loro arrivo a Firenze. |
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