Nuovi approfondimenti sulle origini della Gondola Veneziana, e il suo antico uso militare
Questo lavoro considera la nascita e l’evoluzione della gondola partendo dalle origini fino al 1700, quando assume l’aspetto finale, o poco discosto da questo. Lo studio si basa sulle fonti scritte e su quelle iconografiche. La gondola è l’evoluzione della cymbula, la barchetta romana a fondo piatto...
שמור ב:
| הוצא לאור ב: | URI:https://journals.openedition.org/mediterranee, |
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| מחבר ראשי: | |
| פורמט: | Article ou chapitre numérique |
| שפה: | Italien |
| יצא לאור: |
Méditerranée
2025
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| נושאים: | |
| גישה מקוונת: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| סיכום: | Questo lavoro considera la nascita e l’evoluzione della gondola partendo dalle origini fino al 1700, quando assume l’aspetto finale, o poco discosto da questo. Lo studio si basa sulle fonti scritte e su quelle iconografiche. La gondola è l’evoluzione della cymbula, la barchetta romana a fondo piatto, che veniva usata nelle lagune del nord-Adriatico da Ravenna ad Altino. Il nome appare citato per la prima volta nell’XI secolo, ma non ne conosciamo la forma. L’iconografia mostra che c’è stata una prima importante transizione di forma dopo il ritorno di Marco Polo, dapprima in un affresco della scuola di Giotto nel 1340 a Bolzano, e poi nel 1370 quando si vede rappresentata dipinta da Lorenzo Veneziano e Giusto de’ Menabuoi e così rimase fino agli inizi del 1500, rappresentata da Carpaccio, Bellini, Mansueti e molti altri, compreso Leonardo che la applicò a una macchina cavafango. Una seconda trasformazione importante avvenne nel 1509, quando fu dotata di rostri acuminati per essere impegnata nelle battaglie fluviali contro Ferrara e gli alleati della lega di Cambrai. Si è trovato che nei tempi antichi il nome ‘delfino’ veniva dato a una macchina bellica per sfondare le carene delle navi nemiche, come scrive Tucidide, sia anche come soprannome dei pirati Tirreni, derivato dalla forma a muso di delfino che avevano i rostri delle loro navi. Una terza trasformazione avvenne tra la fine del 1600 e il 1700, quando assunse l’aspetto noto, tramandatoci dai quadri del Canaletto e gli altri Vedutisti veneziani. La ricerca non ha considerato solo l’aspetto tecnico, ma anche la percezione tramandata dalla letteratura, a partire da Dante e Petrarca, e gli agganci con l’Asia suggeriti da Marco Polo. Poiché l’uso bellico della gondola è poco noto, si è affrontato anche questo tema, riportando la letteratura militare antica che ne spiega l’impegno in campo, e i vari resoconti di guerra che descrivono le azioni. Particolare importanza ebbe anche il contesto economico e socio-politico, in quanto quando Venezia si trovò in difficoltà, dovette ricorrere sul contributo dei cittadini. Il Doge fece degli editti per convincere e incitare i cittadini a fare razzie in territorio nemico, andando con la propria barca. Questo determinò l’adozione dei rostri nel 1509. Un altro aspetto importante fu il controllo di una magistratura conto lo sfarzo e per i buoni costumi, chiamato Sopraprovveditori e Provveditori alle Pompe, che dal XVI al XVIII secolo emise editti per regolare l’aspetto estetico delle gondole. Questa ricerca è finalizzata allo sviluppo della gondola e a scoprire il suo utilizzo militare. Con questo però ha dovuto affrontare vari temi linguistici, amministrativi, storici, e sociali avvenuti in quei secoli a Venezia. |
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