L’opera italiana alla corte di Lisbona tra Sei e Settecento: protagonismo femminile e intrecci politico-culturali
L’interesse per l’opera italiana nella corte portoghese sorse con largo anticipo rispetto alla visione consolidata dagli studi critici che, tradizionalmente, hanno identificato l’inizio della fruizione e della diffusione dell’opera italiana in Portogallo con il regno di Giuseppe I (1714 – r. 1750 –...
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| الحاوية / القاعدة: | URI:https://journals.openedition.org/mcv, |
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| المؤلف الرئيسي: | |
| التنسيق: | Article ou chapitre numérique |
| اللغة: | Italien |
| منشور في: |
Mélanges de la Casa de Velázquez
2025
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| الموضوعات: | |
| الوصول للمادة أونلاين: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| الملخص: | L’interesse per l’opera italiana nella corte portoghese sorse con largo anticipo rispetto alla visione consolidata dagli studi critici che, tradizionalmente, hanno identificato l’inizio della fruizione e della diffusione dell’opera italiana in Portogallo con il regno di Giuseppe I (1714 – r. 1750 – 1777). Questo saggio offre una nuova contestualizzazione sulle dinamiche di implementazione e fruizione dell’opera e del teatro italiani, portando alla luce il ruolo esercitato dalla regina di Portogallo, Maria Anna di Asburgo (Vienna 1683 – Lisbona 1754), consorte di Giovanni V, e dalla sua corte femminile . Viene anche ripensata la relazione dell’architetto-scenografo Filippo Juvarra con la corte grazie a nuovi dati iconografici e documentali, che hanno permesso di ricostruire i progetti di teatro da lui preparati per la corte portoghese. Ciò ha portato alla luce l’importanza storica di due mancati matrimoni tra la Casa reale dei Braganza e quella dei Savoia (rispettivamente nel 1679-1682 e 1718-1722), che, ricostruiti nel dettaglio, rivelano l’impatto delle opere in musica e dei teatri progettati per queste occasioni. Il protagonismo di Maria Anna di Asburgo rappresenta l’elemento-chiave, ora riportato alla luce, per comprendere lo sviluppo e il successo dell’opera italiana nella penisola iberica attraverso le politiche teatrali promosse dai suoi figli Giuseppe I, re di Portogallo, e Barbara di Braganza, regina di Spagna. |
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