Sullo “stato di salute” delle varietà romene all’alba del nuovo millennio
L’articolata distribuzione geografica delle varietà romene è un riflesso delle complesse vicende storiche che hanno interessato l’area balcanica e carpato-danubiana dalla tarda Antichità fino all’Età moderna. Per secoli i romeni hanno convissuto con popolazioni di lingua diversa: ungheresi, slavi, a...
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| Publicat a: | URI:https://journals.openedition.org/lengas, |
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| Autor principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicat: |
Lengas
2017
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| Matèries: | |
| Accés en línia: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Sumari: | L’articolata distribuzione geografica delle varietà romene è un riflesso delle complesse vicende storiche che hanno interessato l’area balcanica e carpato-danubiana dalla tarda Antichità fino all’Età moderna. Per secoli i romeni hanno convissuto con popolazioni di lingua diversa: ungheresi, slavi, albanesi, greci, tedeschi, turchi ecc. La formazione degli Stati nazionali (1821-1923) ha prodotto una prima semplificazione del quadro geo-linguistico, che, tuttavia, all’inizio del Novecento, rimaneva ancora estremamente variegato. In Romania risiedevano grosse minoranze alloglotte. Altrettanto cospicue erano le comunità romene presenti in altri Stati. Ben più radicali e traumatici sono stati i mutamenti causati, nel Novecento, dai due conflitti mondiali, dai nazionalismi di destra e di sinistra e dall’imperialismo sovietico. La caduta del muro di Berlino, con la fine dell’URSS e la disgregazione della Iugoslavia, ha significato per alcuni gruppi minoritari il riconoscimento della loro specificità linguistica (romeni dell’Ucraina e della Vojvodina, aromeni della Repubblica di Macedonia). Limitati sono rimasti invece i diritti degli aromeni albanesi e dei romeni della valle del Timoc. La situazione più critica è quella degli aromeni e dei meglenoromeni greci, che non godono di nessuna forma di riconoscimento. Nonostante i passi avanti compiuti negli scorsi decenni, il quadro complessivo appare piuttosto fosco a causa della forte contrazione demografica che ha interessato le comunità di lingua romena a partire dal 1989. |
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