Lo strano caso delle streghe di Sicilia: donne de fora, streghe, fate e guaritrici (XVI‑XIX sec.)
Il contributo che propongo è incentrato sull’analisi della donna de fora, una particolare figura che compare solo in Sicilia negli atti processuali dei tribunali inquisitoriali spagnoli e vescovili e nella tradizione folklorica. Tale figura femminile è ambivalente: venne considerata dagli inquisitor...
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| Publicado en: | URI:https://journals.openedition.org/ilcea, |
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| Autor Principal: | |
| Formato: | Article ou chapitre numérique |
| Idioma: | Italien |
| Publicado: |
ILCEA
2022
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| Sujets: | |
| Acceso en liña: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Il contributo che propongo è incentrato sull’analisi della donna de fora, una particolare figura che compare solo in Sicilia negli atti processuali dei tribunali inquisitoriali spagnoli e vescovili e nella tradizione folklorica. Tale figura femminile è ambivalente: venne considerata dagli inquisitori come sinonimo di brujas (streghe), ma dalle stesse fonti processuali emerge chiaramente come le streghe e i testimoni identifichino nelle donne de fora degli spiriti benevoli assimilabili alle fate, presumibilmente eredi delle dominæ nocturnæ medievali seguaci di Diana. Le protagoniste del mio contributo sono le presunte streghe di Sicilia, raccontate attraverso l’utilizzo di due fonti differenti: i processi inquisitoriali e il materiale etnografico raccolto dall’antropologo Giuseppe Pitrè (1841‑1916). Il mio scopo è quello di dimostrare che le fonti di natura diversa (scritte e orali) conducono a un medesimo risultato, permettendoci di delineare una linea di continuità temporale dal XV al XIX secolo. |
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