La langue de moins
Non capivo sempre bene quello che diceva il mio fratello più piccolo. Quando eravamo bambini, di lui si diceva che aveva un “ritardo” di linguaggio, e così sono cresciuto con quest’idea. Usavamo poco i termini “handicap” o “anormale”, aspettavamo, come si aspetta un amico, quando se la prende comoda...
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| 出版年: | URI:https://journals.openedition.org/esp, |
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| 第一著者: | |
| フォーマット: | Article ou chapitre numérique |
| 言語: | Français |
| 出版事項: |
Éducation et sociétés plurilingues
2026
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| 主題: | |
| オンライン・アクセス: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| 要約: | Non capivo sempre bene quello che diceva il mio fratello più piccolo. Quando eravamo bambini, di lui si diceva che aveva un “ritardo” di linguaggio, e così sono cresciuto con quest’idea. Usavamo poco i termini “handicap” o “anormale”, aspettavamo, come si aspetta un amico, quando se la prende comoda. La sua differenza non aveva nome. Aspettavamo che parlasse. Era l’ultimo di una famiglia di quattro fratelli di cui io ero il maggiore. Anni dopo ci fu proposto un termine: era “autistico”. |
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