Inégalité des langues, inégalités des êtres parlants
Scientificamente fallace, eticamente ingiusta e politicamente iniqua: così è la politica linguistica educativa seguita da diversi Stati nei confronti delle lingue e delle parlate non standard e non legittime. Invece questi modi di parlare predominano nel repertorio dei locutori delle classi “non pri...
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| Dans: | URI:https://journals.openedition.org/esp, |
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| Auteur principal: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Langue: | Français |
| Publié: |
Éducation et sociétés plurilingues
2026
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| Sujets: | |
| Accès en ligne: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Résumé: | Scientificamente fallace, eticamente ingiusta e politicamente iniqua: così è la politica linguistica educativa seguita da diversi Stati nei confronti delle lingue e delle parlate non standard e non legittime. Invece questi modi di parlare predominano nel repertorio dei locutori delle classi “non privilegiate”. Questa politica discriminatoria ha condotto un gran numero di specialisti di linguistica a difendere le lingue sottostimate. È quello che fanno gli autori che hanno contribuito alla rubrica Dibattito della rivista ESP. Allo stesso tempo in troppe scuole in Francia o altrove la svalutazione delle lingue non riconosciute va di pari passo con il disprezzo, con la repressione e con l’emarginazione dei loro parlanti in ambito scolastico, coerentemente con l’esclusione delle loro conoscenze e competenze specifiche, linguistiche e non. Tuttavia distinguerò, senza metterle in opposizione, la difesa delle lingue e la difesa degli interessi prioritari dei soggetti-parlanti-cittadini. |
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