L’estetica pragmatista e le arti
Il saggio riconsidera il rapporto tra l’estetica pragmatista e la concezione tradizionale dell’estetica come filosofia dell’arte. Nella prima parte introduce la distinzione tra “storia” e “preistoria” dell’estetica, sia in senso generale sia all’interno del pragmatismo, ricostruendo il paradigma mod...
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| Veröffentlicht in: | URI:https://journals.openedition.org/ejpap, |
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| 1. Verfasser: | |
| Format: | Article ou chapitre numérique |
| Sprache: | Italien |
| Veröffentlicht: |
European Journal of Pragmatism and American Philosophy
2025
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| Schlagworte: | |
| Online Zugang: | Accès Université d'Orléans et IFPM Accès Université d'Orléans et IFPM |
| Zusammenfassung: | Il saggio riconsidera il rapporto tra l’estetica pragmatista e la concezione tradizionale dell’estetica come filosofia dell’arte. Nella prima parte introduce la distinzione tra “storia” e “preistoria” dell’estetica, sia in senso generale sia all’interno del pragmatismo, ricostruendo il paradigma moderno dell’estetica come teoria dell’arte e le ragioni per cui Peirce, James e Dewey evitarono la locuzione “estetica pragmatista”. La seconda parte esamina la nascita dell’estetica pragmatista con il “battesimo” operato da Shusterman, mettendo in luce la sua funzione s-definitoria, con cui l’estetico viene liberato dal vincolo dell’arte bella e spinto oltre i confini disciplinari della filosofia. La terza parte propone infine un modello emergentista per ridefinire il rapporto tra estetica pragmatista e arti, distinguendo il modo in cui l’esperienza estetica emerge dall’esperienza quotidiana e il modo in cui l’esperienza artistica si differenzia ulteriormente dall’esperienza estetica. |
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